Quel rally nascosto delle Borse europee

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Sara Silano, Managing Research Editor Morningstar Italy

 

I prossimi appuntamenti elettorali in Europa, soprattutto le elezioni in Francia, “fanno rumore” sui mercati e distolgono l’attenzione dal quadro macro e dalle valutazioni aziendali. Per questo, gli investitori in fondi sembra che non si siano accorti del rialzo delle Borse del Vecchio continente nel primo trimestre (+5,96% l’Msci Europe al 30 marzo). Secondo le stime Morningstar, a febbraio, la categoria degli Azionari Europa large cap blend ha subito deflussi per circa 3 miliardi di euro. Altri 772 milioni sono usciti da quelli growth. A convincere gli investitori non sono bastati né il migliore andamento rispetto a Wall Street, né i segnali di un quadro economico più incoraggiante.

 

Categorie Morningstar con i più alti deflussi netti stimati a febbraio 2017

 

prima-tabella

Nel complesso, tuttavia, febbraio è stato un mese positivo per l’industria europea dei fondi. Morningstar stima flussi netti pari a 43,88 miliardi nei comparti a lungo termine (esclusi i monetari), più di gennaio e il livello più alto da aprile 2015. Ancora una volta, gli obbligazionari sono stati protagonisti con 25,13 miliardi di sottoscrizioni nette, seguiti dai bilanciati (+9,75 miliardi) e dagli alternativi (+5,37 miliardi). Gli azionari hanno segnato una crescita degli asset di 3,47 miliardi netti, di cui 1,93 verso le gestioni attive (gli Exchange traded fund hanno aggiunto altri 6,4 miliardi). I riscatti hanno colpito i monetari (-4,14 miliardi).

 

 Flussi netti stimati da Morningstar per macro-categorie a febbraio 2017

 

seconda-tabella

L’obbligazionario piace a scadenza
La categoria che ha attratto la quota più elevata di sottoscrizioni nette è stata quella degli Obbligazionari a scadenza (+4,72 miliardi), all’interno della quale si sono messi in luce alcuni prodotti italiani di Eurizon Capital ed Euromobiliare. Sono aumentati i flussi verso gli alternativi-multistrategy (+3,29 miliardi), e gli Azionari internazionali large cap blend (+3,24 miliardi).

Gli investitori europei hanno accantonato i timori sui possibili effetti delle politiche commerciali di Trump sui paesi emergenti e sono tornati sulle azioni e obbligazioni di queste aree. In particolare, i fondi con focus sui bond in valuta forte hanno raccolto circa 2,24 miliardi netti.

 

Fuori dagli obbligazionari in euro
Sul fronte opposto, oltre agli Azionari Europa, hanno sofferto deflussi gli obbligazionari diversificati, i corporate e i governativi in euro, che sono stati penalizzati dall’aumento della volatilità sui mercati di riferimento. E’ con il segno meno anche il dato degli Azionari Italia, nonostante Piazza Affari abbia guadagnato oltre il 6% nel primo trimestre 2017.

I flussi netti sono stimati da Morningstar come la differenza tra il patrimonio finale e quello di inizio periodo, dedotta la componente di mercato.

 

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