La ricetta dei risparmiatori per la crescita

cronometro Tempo di lettura stimato: 1,30 minuti

 

“Inseguire la crescita. Che cosa ne pensano consulenti finanziari e risparmiatori” è il tema della conferenza che ha visto protagonisti Giuliano D’Acunti, responsabile commerciale per l’Italia di Invesco, Diego Martone, presidente e fondatore di Demia, società di consulenza strategica e ricerche di mercato, Walter Ottolenghi, presidente del comitato comunicazione di Assogestioni e Gianluca Talato, head of RBB Segments di Barclays EMERBB Italy, moderati da Daniele Manca, giornalista del Corriere della Sera. Al centro dell’incontro, la ricerca effettuata da Demia, che ha intervistato un campione di 3mila persone tra i 18 e i 74 anni per capire come professionisti del settore e risparmiatori intendano alimentare la crescita economica.

 

Secondo l’indagine, la maggior parte dei risparmiatori e dei consulenti finanziari ritengono che ci troviamo in una fase di stagnazione e non di ripresa economica. Solo nel 2019 prevedono uno sviluppo reale dell’economia, quando crescita e ripresa saranno stabili. Per gli intervistati la ripresa si può alimentare attraverso sei fattori: detassazione per le imprese che lavorano in Italia, lotta all’evasione fiscale, riforma fiscale con la possibilità di dedurre e detrarre molte più voci di spesa, defiscalizzazioni sugli utili aziendali e gli investimenti, nuove assunzioni e riforma del sistema pensionistico. Ma a chi affidare il compito di guidare la ripresa? Anche se serpeggia una generale sfiducia nei confronti delle istituzioni, circa la metà degli intervistati pensa che tocchi al governo e allo Stato questo compito.

 

La ricerca ha toccato anche il tema dei Pir, conosciuti solo dal 20% dei risparmiatori (l’indagine è stata fatta a febbraio). Martone ha rivelato l’iniziale diffidenza degli intervistati che temevano “l’ennesima fregatura da parte del governo. Dopo le spiegazioni del caso, alla diffidenza è subentrato l’interesse e l’idea dei Pir è piaciuta molto”. D’Acunti, dal canto suo, snocciola dati più che promettenti sull’impatto che i Pir avranno sull’economia: “In un mese e mezzo sono stati raccolti già più di due miliardi, ovvero la cifra prevista dal governo per l’intero 2017. Quindi il ricavato alla fine dell’anno potrebbe decuplicare”.

 

Ultimo tema trattato, quello dell’educazione finanziaria. E qui i consulenti bocciano i risparmiatori, assegnando loro un 5 in pagella. Il motivo è semplice: il risparmiatore italiano, nonostante una presa di conoscenza maggiore del settore rispetto ad alcuni anni fa, investe ancora diversificando poco. Alla domanda su chi attualmente eroga un programma di educazione finanziaria, il 49% dei consulenti ha risposto: Assogestioni e il Salone del Risparmio”.

 

Clicca qui per scaricare le slide della ricerca.

Stampa

Potrebbero interessarti anche...

La consulenza al risparmiatore: una professione in rapida evoluzione
9 maggio 2017
La figura del consulente finanziario e il suo rapporto con i clienti secondo la ricerca svolta da Demia per conto di Assogestioni e presentata al Salone del Risparmio 2017