La Francia sceglie l’Europa. Avanti con gli asset rischiosi

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Emmanuel Macron ha vinto. E con lui l’Europa. A patto, come scrivono gli analisti di Barclays, di riuscire ora a convertire la retorica in azione. Ma nell’attesa che dalla sua politica abbia luogo la nuova Europa, i mercati potranno tirare qualche sospiro di sollievo, almeno per alcune settimane. “Il risultato è nel breve termine una buona notizia per gli asset rischiosi e per l’euro – dice Timothy Graf, responsabile macro strategy Emea di State Street Global Markets – ma dato il costante vantaggio di Macron nei sondaggi relativi al secondo turno, i benefici sia per le attività rischiose che per la moneta unica saranno molto probabilmente più moderati rispetto a quelli osservati due settimane fa. Riteniamo che l’attenzione si sposterà su come il movimento politico e nuovo partito di Macron, En Marche!, si posizionerà in vista delle prossime elezioni parlamentari, previste a giugno, e sulla forza della coalizione che lo sosterrà come leader di quello che sarà probabilmente un partito di minoranza”.

 

Insomma, l’Europa ha vinto ma finora solo sulla carta e non sappiamo quanto sia apparente lo stato di calma che tutti si attendono. “Storicamente – aggiunge Fabrizio Santin, portfolio manager di Pictet Asset Management – l’elettorato francese ha dato fiducia al nuovo Presidente, di solito assegnandogli una maggioranza atta a governare; allo stesso tempo la dissoluzione dei partiti tradizionali (soprattutto il Partito Socialista) e il fatto che il nuovo presidente sia appoggiato da un movimento (En Marche!) e non da un classico partito, rende la soluzione fluida. L’elemento di speranza per l’Europa è che con le elezioni in Francia si sia creato un argine sufficientemente forte da contenere populismi e derive nazionalistiche che avevano caratterizzato referendum ed elezioni nel mondo anglosassone nel 2016 (con Brexit ed elezione di Trump)”.
Il premio di rischio in Europa dovrebbe continuare a diminuire nel corso delle prossime settimane. “Si può pertanto ipotizzare una sovraperformance di azioni europee a spese di quelle statunitensi. I flussi sembrano seguire questo tema con circa 10 miliardi di dollari entrati su Etf e fondi azionari europei nei mesi recenti – continua Santin – Attenzione però a non innamorarsi troppo delle posizioni: il calendario elettorale resta impegnativo e ovviamente l’osservato speciale sarà ancora una volta l’Italia. Le elezioni saranno probabilmente nella primavera del 2018 ma spesso i mercati si portano opportunamente avanti nello scontare gli scenari di rischio”.

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