Europa, ancora spazio per l’equity

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Mentre l’America dell’era Trump fa segnare una brusca frenata nel primo trimestre 2017 (Pil a +0,7%, contro il +2,1% degli ultimi 3 mesi dello scorso anno), i dati preliminari sul Pil dell’Eurozona non hanno evidenziato, nello stesso intervallo temporale, segnali di rallentamento dell’attività, nonostante l’aumento dell’inflazione.
L’economia dell’Eurozona ha messo a segno un inizio d’anno con un Pil in rialzo dello 0,5%, in linea con il trimestre precedente e con il consenso. “Nonostante si tratti di una lettura preliminare con pochi dettagli, il dato mostra la ripresa in corso, che sta aiutando a far scendere lentamente la disoccupazione, confermata di recente al 9,5% – commenta Azad Zangana, senior european economist & strategist di Schroders – Rispetto alle indagini sul settore privato, il dato sul Pil è risultato lievemente più debole, ma molti economisti avevano previsto un rallentamento della crescita dovuto all’accelerazione dell’inflazione negli ultimi mesi. Guardando avanti, i rischi per la crescita sono schiacciati verso l’alto, soprattutto considerando che ci aspettiamo che l’inflazione rallenti e torni verso i livelli della fine dell’anno scorso. Questa è una buona notizia per la crescita, ma il livello già moderato dell’inflazione probabilmente alimenterà la cautela della Bce, che dovrebbe estendere il QE al 2018, anche se con un ritmo di acquisti più lento”.
Dunque, la ripresa dell’Eurozona continua, con i gestori che ora guardano all’area euro, e in particolare agli asset più rischiosi, con maggiore interesse. “Le valutazioni, soprattutto nei confronti degli Stati Uniti, restano eque o moderatamente basse, ma vediamo previsioni più rilevanti di revisioni al rialzo degli utili come il principale driver di performance nel Vecchio Continente”, fa notare Luca Trabattoni, country head Italy and Mediterranean Countries di Union Bancaire Privée.

 

 

Gli utili suonano la carica

La recente stagione degli utili sta confermando prospettive ottimistiche per la crescita degli utili in Europa. Le analisi mettono in evidenza una crescita del 10% nell’ultimo trimestre. “Una performance condivisa da un buon numero di settori, per l’esattezza 10 su 11 (fa eccezione quello dell’energia, ndr) – spiega Dean Tenerelli, gestore del fondo T. Rowe Price European Equity – Nelle ultime settimane, poi, c’è stato un aumento delle stime sulla crescita annuale degli utili in Europa e le previsioni di consenso si attestano attualmente attorno al 14% per il 2017”.
Nonostante le previsioni in rialzo e il buon andamento dell’ultimo anno, gli utili in Europa sono ancora tangibilmente inferiori al livello raggiunto 10 anni fa. Avanti, quindi, ci sono enormi spazi di crescita, soprattutto considerando che i fondamentali dell’economia sembrano andare in direzione di un miglioramento, come evidenziato dagli ultimi dati macro, per esempio l’indice dei responsabili degli acquisti, il Pmi (ad aprile l’indice Pmi manifatturiero è salito a 56,8 punti dai 56,2 punti del mese precedente; si tratta del livello più elevato degli ultimi 72 mesi, ndr).

 

 

Come e dove investire

Il mercato europeo ha subìto una drastica rotazione negli ultimi 12 mesi circa, presentando agli investitori non solo una gamma di nuove opportunità, ma anche rischi potenziali. “Continuiamo a investire capitale in società di migliore qualità, in aree del mercato dove il nostro segnale di valutazione indica un trade-off di rischio/rendimento interessante – aggiunge Tenerelli – Inoltre, stiamo trovando un maggior numero di queste opportunità in settori più difensivi come quelli delle telecomunicazioni o delle utility regolamentate. A bilanciamento abbiamo aumentato l’esposizione al settore finanziario, che a nostro avviso trarrà vantaggio dal miglioramento delle aspettative in termini di inflazione, tassi di interesse e crescita. Se quest’anno e negli anni a venire la crescita degli utili si concretizzerà – conclude – ciò dovrebbe infondere negli investitori una maggiore fiducia nelle opportunità di valutazione insite nell’azionario europeo”.

 

In questo contesto, già positivo per i mercati azionari dell’Eurozona, si inserisce anche la vittoria alle elezioni presidenziali francesi del fronte europeista capeggiato da Emmanuel Macron, che dovrebbe dare un’ulteriore impulso rialzista all’equity del Vecchio Continente. Almeno nel breve periodo.

 

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