Alfabetizzazione finanziaria, l’Italia migliora ma rimane sotto la media Ocse

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Mercoledì 24 maggio, i rappresentanti di banche centrali e Ministeri delle Finanze dei 15 paesi partecipanti all’indagine Pisa si sono confrontati a Parigi sulle strategie nazionali già attuate o in corso di attuazione, come nel caso dell’Italia, sui temi dell’educazione finanziaria e il loro impatto sui giovani e la società civile.
“In quest’ultima rilevazione, l’Italia ha migliorato leggermente il suo posizionamento pur rimanendo al disotto della media Ocse, ma superando la Spagna – spiega a Focus Risparmio Claudia Segre, fondatore di Global Thinking Foundation e membro del board di Assiom Forex – La presenza poi di una costruttiva trasmissione famigliare del valore del denaro e del risparmio sul futuro delle nuove generazioni è un altro elemento sul quale l’Italia ha fatto notevoli passi avanti. A dimostrazione di una aumentata percezione dell’importanza che hanno le decisioni finanziarie per i quindicenni nella vita di oggi, dalla gestione della paghetta alle tariffe del cellulare, sino alle valutazioni di futuri risparmi”.
Alla “nuova” indagine Pisa (Programme for International Student Assessment) hanno partecipato circa 48mila ragazzi di 15 anni. L’obiettivo? Valutare le conoscenze e le abilità degli adolescenti in materia di denaro e di finanza personale, come la gestione dei conti bancari e delle carte di credito. È la seconda volta che “Pisa” è stato utilizzato per valutare la capacità degli studenti di affrontare situazioni di vita reale che coinvolgono questioni e decisioni di tipo finanziarie.
Ad ottenere il punteggio più alto è stata la Cina, seguita da Belgio, Canada, Russia, Olanda e Australia. Fanalini di coda, Cile, Perù e Brasile.

 

 

Focus sull’Italia
A metà classifica, invece, il nostro Paese che permane al di sotto della media Ocse pur migliorando leggermente il punteggio rispetto all’indagine precedente. In particolare, circa il 20% degli studenti in Italia non riesce a raggiungere il livello di riferimento per le competenze finanziarie. Solo il 6% degli studenti in Italia raggiunge il livello più alto nella scala Pisa, rispetto a una media del 12% nei Paesi ed economie dell’area OCSE partecipanti all’indagine. Tali studenti sono in grado di analizzare prodotti finanziari complessi, risolvere problemi finanziari non tipici e dimostrare una comprensione del panorama finanziario più ampio. Segno evidente che, nonostante le numerose iniziative nate negli ultimi anni, bisogna lavorare ancora molto sull’educazione finanziaria. A partire dalle scuole.

Nel nostro Paese, l’educazione finanziaria non fa parte dei programmi scolastici, ma dal 2007 la Banca d’Italia e il Ministero dell’Istruzione hanno adottato un programma specifico nelle scuole interessate. L’educazione finanziaria viene impartita in classe da professori formati da personale della Banca d’Italia. Una valutazione condotta nell’anno scolastico 2008/2009 ha dimostrato che il programma è riuscito ad aumentare le conoscenze in ambito finanziario degli studenti che hanno partecipato al programma. Nell’anno scolastico 2015/2016, il programma si è rivolto a oltre 60.000 studenti delle scuole superiori. Avanti così.

 

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