Risparmiatori senior: dal 75% la richiesta di maggiore educazione finanziaria

Presentati oggi al Salone del Risparmio i risultati della ricerca Demia per Assogestioni

 

 

Il 75 % dei risparmiatori senior (nati cioè tra il 1941 e il 1970) chiede allo Stato, alle istituzioni finanziarie e alla scuola un più incisivo intervento per l’alfabetizzazione finanziaria del Paese. Questo è il dato che emerge dalla Ricerca ‘I risparmiatori senior italiani’* dell’istituto di ricerca Demia realizzata per Assogestioni e presentata oggi all’interno del Salone del Risparmio.

 

Dall’indagine realizzata su un campione rappresentativo di italiani di ambo i sessi emerge che il 41% chiede allo Stato e al Governo di fare di più. Tra le altre istituzioni deputate seguono per il 36% le banche e le istituzioni finanziarie, per il 32% la scuola e per il 28% le associazioni di categoria.

 

Per l’85% del campione 20 anni fa era più facile risparmiare con costanza,  per il 72% trovare tassi di interessi adeguati e per il 68% sentirsi sicuro rispetto ai propri investimenti. Tra le principali motivazioni del risparmio, oggi, figurano i figli: il 38% dei senior risparmia per le loro esigenze  attuali e per lasciargli un’eredità, a seguire, la pensione, le vacanze, o aiutare, sempre i propri figli, ad andare a vivere da soli.

 

In un contesto attuale fatto da mercati e prodotti percepiti per l’82% come più complessi rispetto al passato, i risparmiatori senior per l’80% dichiarano di aver bisogno di una guida fatta dai professionisti e dalla consulenza per affrontarli. Ma non si tratta di una delega in bianco: nonostante siano connessi alla rete per il 93% attraverso un pc, il 78% dichiara di voler avere un contatto di persona con il proprio consulente per pianificare i propri investimenti.

 

Ciò che emerge dall’indagine – dichiara Walter Ottolenghi, Presidente del Comitato Comunicazione di Assogestioni – è la domanda di una maggiore alfabetizzazione finanziaria: una richiesta che come Assogestioni non possiamo lasciare sospesa, motivo per cui durante questo Salone abbiamo deciso di affrontare il tema in modo trasversale organizzando per la prima volta gli Stati generali dell’Educazione finanziaria. Metteremo intorno a un tavolo istituzioni, professionisti e accademici di fama internazionale non solo per fare il punto sullo stato dell’arte ma anche per capire cosa concretamente si può fare per fornire ai risparmiatori i giusti strumenti per un investimento consapevole“.

 

“La preoccupazione per il futuro delle nuove generazioni sta avendo un impatto molto rilevante sulle strategie di risparmio e investimento dei clienti senior che sentono di dover provvedere non solo al proprio futuro ma anche a quello delle generazioni successive”spiega Diego Martone, AD dell’Istituto Demia.“Questi risparmiatori oggi sono consapevoli del mutamento in atto: i riflessi principali si registrano nell’accorciamento dei loro orizzonti temporali, nella consapevolezza di dover superare i tradizionali prodotti cui erano abituati (BOT, Titoli di Stato, etc.) e nella ricerca d’informazioni sia tramite gli strumenti digitali che attraverso i consulenti bancari e i promotori finanziari, con cui stabilire nel tempo un rapporto più fiduciario”. 

 

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